Ritratti – Drusilla Foer

“Allora Tommi, mi raccomando che stasera viene Drusilla, fai il bravo” e poi Pietro se ne va con Maddalena e mi lasciano da solo in libreria. Ora io tipicamente faccio sempre il bravo, ché mia mamma ci tiene, ma è vero che quando mi capitava (e ogni tanto mi capita ancora) di stare dietro al banco di Todo Modo, un pochino curioso con le belle signore mi viene sempre da esserlo.

In modo garbato, ça va sans dire, che in fondo la mia curiosità è l’omaggio più sincero alla bellezza. Ma quando è entrata Drusilla, signori miei, poco ci mancava che mi mettessi sull’attenti. Flavio Giurato cantava in Orbetello che una donna alta non è mai banale, sarà per lo sguardo necessariamente superiore”. Ed io che sono 1,86 a questa cosa ho sempre creduto sulla fiducia, perché l’unica donna per la quale potessi dire d’averla realmente provata era mia nonna Bruna. Alta, dritta fino all’ultimo dei suoi giorni. Bellissima.

E così entra Drusilla. “Buonasera”, “Buonasera” rispondo io. Presenta il libro che deve presentare e se ne va. “Buonasera, mi saluti Pietro e Maddalena”, “Sarà fatto, buonasera”. In tutto questo io mi alzo sempre dal mio sgabello per provare ad essere più alto, ma rimango sotto quello sguardo necessariamente superiore. E se vi sembra niente, provate a pensare a quante donne in vita vostra v’abbiano aiutato a capire il senso dei versi di un grande poeta, semplicemente guardandovi.

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